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Stahl House, Case Study House No. 22 - PIERRE KOENIG
(foto di Julius Shulman) + visualcoustic

Stahl House, Case Study House No. 22 - PIERRE KOENIG

(foto di Julius Shulmanvisualcoustic

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John Entenza

Tra le due guerre, negli Stati Uniti, il problema si propose in modo analogo a quello odierno, anche se il tema dell’energia era ancora poco sensibile, inducendo molti a cimentarsi in progetti in grado di rispondere alle nuove ondate migratorie provenienti in città dalla campagna affamata, con abitazioni a basso costo, piccole ma comode e facilmente costruibili.
L’impresario edile italo americano John Entenza si rese protagonista in quegli anni, di una delle più sorprendenti esperienze dell’architettura americana del secolo scorso quando, nel ‘40, istituì il programma Case Study House.
L’ambizioso progetto prevedeva la costruzione, nell’area di Los Angeles, di prototipi di case a basso costo, realizzate in ferro, vetro e legno e progettate da architetti giovani e sensibili, perlopiù provenienti da un’Europa assediata dai crimini di guerra, come Richard Neutra, Rudolph Shindler, Eero Saarinen, assieme agli americani Ray e Charles Eames, Craig Ellwood, Pierre Koenig.

Il programma, nato per dare alloggi a basso costo, divenne talmente interessante che a farne le spese fu il programma stesso. Le nuove abitazioni, così lontane dalla stantìa tradizione vittoriana del timpano e del capitello in legno della casa borghese americana di quegli anni, divennero presto oggetti cult, seducendo l’allora classe dominante che in breve se ne appropriò, trasformando quelle che dovevano essere abitazioni semplici a diffusione di massa, in ricercate e limitate residenze radical-chic dal facile profitto.
Accade con frequenza, in architettura, che quando un programma vasto e ambizioso produce anche qualità e competenza, cada tra le invisibili maglie della speculazione e di quanti sono allenati a domare senza scrupoli i cavalli di razza che gli passano a tiro, anche se le inderogabili necessità di qualità di vita a costi energetici controllati, ci educano sempre più all’idea che la bellezza e il lusso dei prossimi anni, saranno nella compatibilità energetica e ambientale, sopra ogni tipo di speculazione.

18 hours ago
A N T O L O G I A V E R D E

A N T O L O G I A V E R D E

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Paesaggio 11

dario,
lo sai bene che non lo faccio solo per amicizia. è una questione soprattutto ambulatoriale. sono rimasto senza pazienti, e certo è colpa mia, però… però come psichiatra amatoriale io AMO, amo il paziente smarrito e quasi sbranato dai commentatori che – sia chiaro – son tutti disumani. anzi, son tutti dei mostri borseggiatori. riposati un po’ in me dario. ripensa a quelle belle sedute quasi verticali, e poi ai ribaltamenti, all’orizzonte che si stendeva placido…

un commento di un tal roberto a un post di di remo bassini

2 days ago

Paesaggio 10

Ti ruberà te lo dico io.

Tutto questo rivolgerti e parlare al muro o affacciarti continuamente a niente e aprire la bocca e lasciar uscire niente. Vedrai, te l’ho già detto altrove. Prima ti toglierà l’apparenza, quel poco che ti serve nella tua vaghezza quotidiana, quei dettagli leggermente coprenti di cui ti servi nelle mattine sciape, poi si insinuerà ben più profondamente di adesso, di quello che solo sospetti per cambiarti alfine la lingua, l’ha già fatto, sei stupida e indifferente, ancora non te ne sei accorta.

La lingua.

La lingua te la torcerà poco alla volta poi la tirerà via e insieme quel poco di memoria che resta.

E non ricorderai più niente. Oggi sarà come ieri e come dietro ancora e molto dietro ancora. E non distinguerai più niente e nessun segno più. Tranne la tua penna sul tavolo e questa insipida vuotezza che non si può più scrivere, l’hai già detta tutta. Potrai solo sopportarla. Con la schiena o sulla schiena. Come un mulo

4 days ago

De-frammentata

Continuo ad accumulare pezzi, brandelli, stracci. Li accumulo con avidità, con una certa inspiegabile bramosìa. Una perseveranza seriale che a volte mi fa dubitare di me stessa, delle mie passioni che più che altro sono solo fugaci interessi. Degli strappi sul continuo. Interruzioni. Microlesioni di poco conto che si perdono nell’indistinto quotidiano.

[ inabile a un uso cosciente della rete ]

5 days ago
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Matrix

Il termine matrix deriva dal latino matrix, matricis e può essere tradotto in italiano con “madre” o “nutrice”, “matrice”, “utero”, “stipite” e, in senso lato, anche con “canale”. Le matrix sono però anche elementi di tipo tabellare derivanti da strutture matematiche, molto utilizzate nei programmi per computer per associare dati tra loro.


5 days ago
pacificatevi.
il tempo è mite.
conservate le forze.
verranno piogge
nevi
fuoco
vespe
morsi di topi
nell’uragano.
via opi
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