INTERVISTA CON STEFANO BISULLI E ROBERTO NACCARI REGISTI DI INSULO DE LA ROZOJ-FREEDOM IS FRIGHTENING
Rimini, a metà degli anni 60. Il turismo fiorisce e la rivoluzione giovanile arriva con insistenza. Una storia sconosciuta ai più, una storia locale che grazie all’IDFA diventa internazionale.
Nell’Adriatico di fronte a Rimini, subito fuori dalle acque territoriali italiane, l’ingegnere Giorgio Rosa costruisce un’isola, una piattaforma in mezzo al mare. Questa “nuova terra” dovrà diventare uno stato indipendente dall’Italia, uno stato con un suo governo, sue leggi, una sua economia, con un suo servizio postale e con una sua lingua: l’esperanto. Il progetto viene portato a termine.
Le autorità italiane però non gradiscono questo nuovo stato proprio di fronte alle proprie coste. La risposta dell’Italia all’ “Isola delle Rose” è dunque tutt’altro che amichevole. Stefano Bisulli e Roberto Naccari raccontano agli ascoltatori di Radio Onda Italiana i tanti misteri di questa isola-stato.
un blues per l'autunno e una prece
Ho imparato a diffidare di ciò che mi piace. Quello che mi piace da un po’ mi suona come una facile conquista. Ho anche pensato che tutto questo fosse dovuto a un misterioso calo della mia capacità critica. E così anche con la musica sono diventata molto più paziente. Lascio che faccia il suo dovere. E allora ho pensato di avere molte cose da fare e tutte mi piacevano, mi sembravano interessanti in grado di destare la mia passione e mi sono incamminata. Ho preso un posto qualsiasi semideserto con la luce che non c’è adesso e mi ci sono infilata in mezzo con il mio cappottino grigio aspettando di sparirci dentro come sempre capita di fronte a ciò che mi conquista, di fronte allo scuro che mi ingoia. Quello che mi conquista adesso non è particolarmente delizioso o piacevole. Sono io piuttosto che mi lascio prendere e mettere su una strada semideserta con cappottino grigio aspettando di farmi ingoiare. Mi prendono ‘sti rigurgiti di orgoglio di fronte a quel che mi piace. Dovrei applicarmi ad una forma più matura di resistenza consapevole, smettere di indugiare sulla carta e oppormi al solletico di un piacere. La gioia di un secondo e poi che palle. Tutto questo potere normalizzante ed armonizzatore che esercita l’autunno e di cui splinder, che non mi salva più niente di quello che scrivo se ne frega altamente, bè l’autunno mi ha sempre fatto cagare.
This photograph is of the Pratte Warehouse in Ste. Geneviève, Missouri, sometimes called the “First Parochial School.”. It was built in 1818 as a fur warehouse. Later is was sold to the Sisters of Loretto for use as a school. After that, it came into the possession of the Sisters of St. Joseph.
house with blue barrel : st. joseph missouri : november 2009
/ via cobaltika
In the desert 100 miles northeast of Los Angeles is a suburb abandoned in advance of itself—the unfinished extension of a place called California City. Visible from above now are a series of badly paved streets carved into the dust and gravel, like some peculiarly American response to the Nazca Lines (or even the labyrinth at Chartres cathedral). The uninhabited street plan has become an abstract geoglyph—unintentional land art visible from airplanes—not a thriving community at all.
bldgblog via tracciamenti / delicious
