Nella grande proprietà di qualcuno, forse un mio lontano parente, il giorno passa in attesa della cerimonia che al calare del sole si celebrerà. Matrimonio, festa di compleanno, non saprei… Con largo anticipo ci siamo riuniti tutti qui per i preparativi, che fervono per tutto il giorno, mentre io, l’unica a quanto pare senza un degno vestito, devo preoccuparmi di come fare per procurarmene uno.
Dopo, evidentemente risolto il problema, sono seduta in una grande stanza piena di oggetti sparpagliati ovunque, sul letto, sul pavimento, sui comodini. La sensazione è di trovarmi nel laboratorio di un sarto, con tutti gli attrezzi tipici del mestiere. Sono seduta sul letto con l’abito giusto in mano. Una veste che lascia le spalle scoperte, con un tessuto pesante, simil damascato. Mentre mi spoglio dò le spalle alla porta aperta della camera e mi domando, senza peraltro fare diversamente, perchè io non la chiuda. Nel corridoio o quello che è, so esserci un uomo, qualcuno che conosco appena e che mi osserva.
L’unico dato certo di questo frangente è l’inevitabilità del mio corpo seminudo e di spalle verso uno Sconosciuto.
-
A pantiloni è piaciuto
-
postato da ferrugnonudo