ETFE, ossia Etilene Tetrafluoro Etilene o come vuole la nomenclatura UPAC poli (etilene-co-tetrafluoroetilene). Il nome non è dei più semplici ma si sta facendo ricordare come uno dei materiali di maggior interesse nell’architettura moderna, permettendo ai progettisti di ripensare all’involucro esterno degli edifici come una pelle leggera e dall’apparenza soffice come bolle di sapone. Non proprio un colpo di fulmine dato che questo materiale plastico trasparente è stato immesso nella produzione intorno agli anni ‘70 (nonostante il brevetto fosse degli anni ‘40): per la precisione fu la francese Dupont a realizzare per la prima volta un fluoropolimero da utilizzare come materiale isolante nel settore aereonautico e risolvere così in un’unica soluzione l’esigenza di un composto ad elevata resistenza alla corrosione ed a un ampio intervallo di temperature. Ma gli ultimi due decenni hanno visto un ritorno di fiamma di cui gli spettacolari Watercube e Bird’s Nest di Pechino sono solo due dei più recenti e famosi esempi.
via EDILIO
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postato da ferrugnonudo