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Oscure presenze ci osservano, poi si allontanano

m i m e s i

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0411

Penso alla qualità intrinseca che rende il ‘sentimento’, quel che è, cioè non so. Il legame (che sento) per qualcuno, uomo o animale che sia, a volte persino le cose inanimate…in quale misura chi ne cagiona gli effetti è coinvolto, nella sua stessa essenza?

Qualcosa mi convince che quello che sento adesso, ad esempio questa specie di ‘dolorino’ al pensiero del mio gatto (che poi proprio mio non è) in attesa di andare sotto ai ferri (un banalissimo intervento), sia tutta una questione che si gioca interamente tra me e me, dentro le pareti del mio cervello, una partita a dadi; solo di poco immagino sia coinvolto il gatto e l’effettivo dispiacere (che pure esiste, ma con molto meno melodramma) a saperlo lì da solo, chiuso in una scatola, preoccupato, forse stupito del fatto che improvvisamente sia stato abbandonato.

C’è anche che non distinguo bene il ‘sentimento’ (‘il dolorino’) dal sentimentalismo (‘chiuso in una scatola’ eccetera eccetera) e questo mi sarebbe utile, se fossi capace di evidenziare a me stessa le opportune differenze, ogni altra volta che mi capiterà di ‘soffrire’ per qualcuno, uomo o animale che sia. Per qualcosa.

2709

potrei essere benissimo un’altra. 

The Cat

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