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Mr. Wessel has been pulled along for nearly 40 years. From the moment he landed in Los Angeles in 1969, he wanted to photograph everything in sight. “I walked out of the airport into one of those clear, sharp-edged January days,” he said. “The light had such physical presence; it looked as though you could lean against it.LINK
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א: Non credo di sbagliarmi affermando che quasi ogni bambino è spesso...
Non credo di sbagliarmi affermando che quasi ogni bambino è spesso assalito dal pensiero di uccidersi, molte volte ci prova anche, ma alla fine o non lo fa o non ci riesce. Questo è molto forte nei bambini; è come un’ondata, più o meno fra i sette e i dodici anni, poi si placa, allora ci si…
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Il sopralluoghista è un misto tra un antropologo e un architetto, qualcuno che fa dell’osservazione e dell’osservazione partecipata uno strumento fondamentale del suo lavoro di progettazione. Qualcuno che impara a vedere, a camminare, a sentire, ad ascoltare e che lo fa usando le tecniche più sofisticate che oggi abbiamo a disposizione, ma anche il suo lento e costante training e soprattutto qualcuno che ha visto, ascoltato e camminato molte città e quindi si serve della sua esperienza comparativa.Franco La Cecla, intervista via wilfingarchitettura
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La vita sociale si costituisce proprio dove la creatività degli abitanti non è troppo vincolata nè dalle architetture nè dalle norme.FRANCO LA CECLA - Contro l’architettura, pag. 87 (… a proposito di Barcellona, zona Sagrera Sant’Andreu)
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Corrono come se avessero il fuoco sotto il sedere in cerca di qualcosa che non si trova.
Si tratta fondamentalmente della paura di affrontare se stessi, si tratta fondamentalmente della paura di essere solo. Invece a me fa paura la folla.
Charles Bukowski
(via buiosole)
(Fonte: dustofstars, via angeloricci)
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Mi ha sempre ossessionato l’idea di un film sul flusso che una persona può trasmettere a un’altra e che quest’ultima si porta dietro, appunto, negli anni. L’ha colto al momento, l’ha assaporato, se l’è adattato, cioè ha lasciato che entrasse a far parte della sua situazione personale e poi con il passare del tempo lo cancella. E’ questo l’assurdo, che nessuno si preoccupa di conservare i sentimenti, buttiamo via tutto, e così a poco a poco diventiamo il prodotto di tutti gli incontri che abbiamo fatto. Ma è un prodotto di cui si sono persi i fattori.Michelangelo Antonioni, Verso il confine (via diciottosei)
Michelangelo Antonioni.
(Fonte: consquisiteparole, via umanesimo)
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La Bellezza
In uno scritto di teoria dell’architettura rimasto inedito, Christopher Wren ha scritto:
“Due sono le Cause della Bellezza - per natura e per consuetudine. La Bellezza naturale discende dalla Geometria e consiste nella Uniformità (ossia nella Eguaglianza) e nella Proporzione. La Bellezza prodotta dalla Consuetudine è suscitata dall’Abitudine dei nostri Sensi a quegli oggetti che ci piacciono per altre Cause, giacchè la Familiarità, o una particolare Inclinazione, suscitano Amore per Cose che in sè non sarebbero da amare.”(citato da Pevsner, 1960)
Architettura: interpretazione e sistemi espressivi. JUAN PABLO BONTA
Note
« Irène partita oggi all’improvviso. Destinazione Pithiviers (Loiret). Spero che voi possiate intervenire urgenza stop Cerco invano telefonare »N E M I R O V S K Y
(Jonathan Weiss, Irène Némirovsky biographie, p.191)
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… e nemmeno una casa, una vetrina, una piazza. Il blog non è paragonabile a niente, potenzialmente è una dimensione inaudita della presenza mediata. Una dimensione che ci restituisce l’esperienza dell’esposizione, dell’essere esposti linguisticamente. Solo il blog che fa questa esperienza è inaudito. Tutto il resto è fuffa o informazione o strumentale esibizione di talento o rappresentazione di un sé parziale, eccetera (cose tutt’altro che secondarie e insignificanti, sia chiaro).Omniaficta / un blog non è un diario
Qualcuno potrebbe dire che la scrittura non “espone”, non abbastanza, che non è affatto un volto ma solo una comunicazione. Non condivido questa idea. Perché confonde una difficoltà di riconoscimento (che è anche una difesa dall’impressione di scandalo che suscita) con una intrinseca impossibilità. Ma se il linguaggio-volto si può veramente realizzare, pur essendo un apparente paradosso, è solo per merito di un altro paradosso, quello che è stato chiamato l’intimo-pubblico. Che cos’è? Ma ancora prima, esiste? Provo a rispondere, per ora, solo a questa seconda domanda con due citazioni che sembrano particolarmente adatte a focalizzare il ”luogo” di una dimensione intimo-pubblica.
Citazione 1: “(…) la comparsa del linguaggio e di tutto il contesto sociale dell’uomo, genera questo fenomeno inedito – per quello che sappiamo – della mente e della coscienza di sé, come l’esperienza più intima dell’essere umano” *.
Citazione 2: “la coscienza e la mente appartengono al dominio di accoppiamento sociale ed è lì che si realizza la loro dinamica” *.
* H. Maturana, F. Varela: L’albero della conoscenza. (traduzione di G. Melone). Garzanti 1987. I corsivi sono miei.
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Joseph Beuys, Coyote, 1976
‘For me it is the idea of the word that produces all images. It is the key sign for all forms of moulding and organizing. When I speak using a theoretical language, I try to induce the impulses of this power, the power of the whole understanding of language which for me is the spiritual understanding of evolution.’
But language is not to be understood simply in terms of speech and words. That is our current drastically reduced understanding of language, a parallel to the reduced understanding of politics and economics. Beyond language as a verbalization lies a world of sound and impulses, a language of primary sound, without semantic content, but laden with completely different levels of information. (more)via ofotherspaces
Note
Levinson constatò che prendersi cura di un animale può calmare l’ansia, può trasmettere calore affettivo, e aiutare a superare lo stress e la depressione.[4]via wikipedia - pet therapy
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Le Corbusier, 1930 - via googlelibri