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➜ Agenda 21 in Italia
Sono convinte dell’impossibilità di arrivare ad un modello di vita sostenibile in assenza di collettività locali che si ispirino ai principi della sostenibilità. L’amministrazione locale si colloca ad un livello prossimo a quello in cui vengono percepiti i problemi ambientali e il più vicino ai cittadini, e condivide a tutti i livelli con i governi la responsabilità del benessere dei cittadini e della conservazione della natura. Le città svolgono pertanto un ruolo fondamentale nel processo di cambiamento degli stili di vita e dei modelli di produzione, di consumo e di utilizzo degli spazi.
— Carta di Aalborg / link
Venezia, Campo della Salute

Benares

Palazzo Fontego Tedeschi

http://www.museeurbaintonygarnier.com/italien/3_1.html
KARL MARX - HOF

via city maps and images

l i n k
La vita sociale si costituisce proprio dove la creatività degli abitanti non è troppo vincolata nè dalle architetture nè dalle norme.
— FRANCO LA CECLA - Contro l’architettura, pag. 87 (… a proposito di Barcellona, zona Sagrera Sant’Andreu)
Jean Tinguely, “Homage to New York”, 1960

Tinguely, che aveva incontrato Duchamp un anno prima a Parigi, lo rivede numerose volte a New York e a febbraio visitano assieme il museo di Philadelphia che possiede la maggior parte delle sue opere. Sempre a New York fa la conoscenza di Billy Klüver, un ingegnere svedese che aveva lavorato con Rauschenberg e Johns che aiuterà Tinguely nella realizzazione dell’Homage to New York (di cui farà anche un dettagliato resoconto) prima macchina autodistruttrice allestita nel giardino del Museum of Modern Art di New York il 17 marzo 1960. Nella città-simbolo dell’effimero, dell’usa e getta, Tinguely costruisce nel luogo deputato alla consacrazione, all’eternizzazione per eccellenza quale è il M.O.M.A. , un opera destinata ad esistere non più di mezz’ora, un opera simbolo della fine dell’illusione positivistica della macchina e conseguentemente del declino di una civiltà incapace di produrre valori duraturi e significativi nel tempo. Furono necessarie tre settimane di lavoro per dar vita ad un enorme assemblage di materiali eterogenei, un pianoforte, decine di ruote di bicicletta, parti di motore, macchine semoventi, timer, batterie, una Méta-matic, una targhettatrice, esplosivi, palloni gonfiabili e ogni sorta di aggeggi che producessero rumore ed odore. Robert Rauschenberg presente all’inaugurazione fornì a Tinguely una mascotte da inserire nella sua macchina, un money-thrower (lanciamonete), una scatolettina con polvere pirica all’interno, la cui accensione avrebbe lanciato, per mezzo di molle interne, delle monete d’argento che esplose con un lampo accecante durante l’happening. La serata fu tutto un delirio di rumori, suoni, esplosioni, movimenti sconnessi, incendi ed accidenti imprevisti fino all’apoteosi finale della distruzione di tutta la macchina e l’assalto del pubblico presente sui pochi resti rimasti in cerca di souvenirs.

l i n k

Parc Floral

PARC FLORAL DE PARIS - Descrizione

Tra duecento varietà di tulipani, composizioni di azalee e dalie, rigogliosi rosai, bocche di leone e violacciocche, si erge nei pressi di Route de la pyramide, il Parc floral di Parigi. Questo colossale giardino fu realizzato nel 1969 all’interno del Bois de Vincennes, con lo scopo di ospitare la terza Esposizione internazionale dei fiori.

Esteso su una superficie di 35 ettari è composto da una serie separata di aree a tema, con collezioni di piante esotiche e tradizionali, e una serie di meravigliosi giardini acquatici, con fiori di loto, iris e ninfee.

“Il parco floreale accoglie spesso manifestazioni di tipo culturale, ma specialmente eventi dedicati all’orticultura e la botanica. Da non perdere assolutamente la fioritura dei tulipani. Che in questo giardino regalano un apoteosi di colri intensi e vivaci”.

via giardinidelmondo

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la Misteriosa Città, aldilà di una depressione dalla quale la osservo per fotografarla, seguendo una serie di ragionamenti che i miei due compagni di viaggio fanno sul suo conto. La chiamano “La vecchia base nucleare dismessa”, riferendosi in particolare ad un vecchio edificio simbolo, che visto da fuori sembra una chiesa. I loro discorsi (sembrano alla ricerca di indizi e/o prove per svelare qualche mistero), mi guidano nel puntare l’obbiettivo della fotocamera. Così, diretta da questi due improbabili registi, passo in rassegna con un gesto orizzontale tutta la città, e mi fermo su un anonimo palazzo con le finestre ‘a nastro’. Aldilà dei vetri un uomo in un camice bianco, intruglia qualcosa  con le mani esposto a favore del mio obbiettivo. Ma ogni volta che scatto l’immagine che vedo non corrisponde a quella “di risulta”. Infatti catturo un’immagine che non c’entra niente, nè con il soggetto che inquadro, nè con la localizzazione della Città in questione. Piuttosto, sono tutti quanti, i dettagli rubati quasi involontariamente, da una stretta strada del centro, troppo affollata per i miei gusti. In uno di questi scatti, fatti in un ‘altrove’ che posso soltanto immaginare, uno è particolarmente fascinoso. Una donna, molto elegante, indossa guanti neri. Porta una mano alla bocca e si gira verso di me, verso la macchina fotografica, in un cenno di insofferenza e fastidio per quel mio scatto “non autorizzato” che è più che altro una ‘posa’ d’altri tempi.

Paesaggio 57

Associated Press riporta l’annuncio della scoperta, fatta da un gruppo di scienziati austriaci, di una città sotterranea che sembrerebbe essere Avaris, la capitale degli Hyksos, che hanno governato l’Egitto 3.600 anni fa. 

CAIRO – Una missione austriaca ha scoperto, grazie ad un’analisi geofisica di un’area nel delta del Nilo, parti dell’antica città di Avaris, vicino alla moderna cittadina di Tal al-Dabaa, a nordest del Cairo.

“Le immagini prese usando il radar mostrano una città sotterranea completa di strade, case e tombe che danno una generale impressione di un piano urbano della città”, ha detto Zahi Hawass, il responsabile per le antichità, in una dichiarazione.

via sharmegitto

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