Conclusione
Ho letto quello che hai scritto e mi sono automaticamente pentita di essere tornata a bussare alla tua porta l’altro giorno, con la mia mail. Era un tentativo di riavvicinamento solo perchè il pensiero di perderti mi fa, mi faceva stare male. Ma ho letto che in fondo è tutto quello che vuoi. Che io stia al mio posto, mentre tu starai al tuo.
Bene. Sarai accontentato.
0102 / La Telespettatrice
[…]
Il seguito è fatto di numeri di telefono mancanti e incomunicabilità di vario genere e tipo, incursioni dentro botteghe alimentari con improbabili internet point tra salamini e prosciutti appesi, e la storia complicatissima di una Moglie, sorpresa dal Marito in casa a guardare videocassette oscure (non credo fosse un film porno, c’erano solo tante facce presentate una di seguito all’altra e biglietti da visita, sul fondo di una borsetta).
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Non so dire se mi piaccia ancora scrivere, scrivere e ricevere lettere, scrivere sul blog, scrivere sui ritagli di carta, sulla carta da cesso, insomma scrivere. Alcune volte cerco di liberarmi da una stretta, da una ‘presa’ cattiva. Ogni volta che ci provo mi illudo di avercela fatta, di essere riuscita a spezzare il legame (quale legame in fin dei conti?), ma non riesco mai a fare piazza pulita sul serio e quello che resta mi pare sempre la brutta copia troppo resistente di un originale sbiadito e lacero.
Sono giorni che macino nella testa discorsi senza capo nè coda, molti di più di quelli che scrivo qui sopra che pure è già tanto, troppo. Tutti hanno a che fare con un’immagine, con un’idea, con qualcosa che sento essersi rotto, che ho perduto, che non so più come fare per riavvolgere o attrarre verso di me. Ha lasciato una piaga, ha riaperto una piaga. Una vecchia, cattiva, abitudine.
Da tempo, gioco con la fantasia di cercare qualcuno con le mie stesse ‘libertà’. Non ho mai pensato che potessi essere tu. Quel tale.
Questa mia consapevolezza ha misurato il passo al nostro rapporto mettendogli da subito addosso, la data di scadenza. Non te l’ho mai detto, ma non ci ho mai creduto.
Anche quando ipotizzavo una continuità, mentalmente passavo in rassegna i giorni del calendario. Sapevo che ogni giorno era un giorno in meno.
— [ da una lettera ]