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Paesaggio 66 / Lepenski Vir

Lepenski Vir (in serbo cirillico, Лепенски Вир) è un importante sito archeologico del mesolitico ubicato nella Serbia orientale, al centro della penisola balcanica. Consiste di un insediamento di notevoli dimensioni circondato da dieci villaggi satelliti. I reperti fanno ipotizzare una presenza umana a partire dal 7000 a.C., che raggiunse il massimo sviluppo tra il 5300 a.C. e il 4800 a.C. Dalle testimonianze architettoniche, appare evidente che la civiltà di Lepenski Vir fosse caratterizzata da una ricca vita sociale e religiosa e da un elevato livello culturale.

Tommy Udo

Gangster dall’animo estremamente crudele e dall’indole fortemente vendicativa, il personaggio si caratterizza nel film per la risata acuta e diabolica, che risuona frequentemente durante i suoi discorsi e che accompagna i suoi gesti efferati (nella versione italiana Richard Widmark è magistralmente doppiato da Paolo Stoppa). Sinistramente celebre è rimasta la scena in cui Udo lega una donna disabile alla sua sedia a rotelle, e la uccide scaraventandola giù per le scale, facendo seguire il gesto dalla sua tipica e inquietante risata.

La coscienza del disorientamento” (Annette Michelson) è precisamente ciò che per il regista consente di giungere a una più profonda comprensione del mondo, e l’occhio è ovviamente lo strumento privilegiato attraverso cui tale conoscenza si rende possibile, poiché “occorre attraversare l’accecamento per imparare nuovamente a guardare, conoscere e riconoscere la scena del mondo”. Il titolo diventa dunque metafora del film stesso e della visione in generale, racchiudendone il senso più intimo all’interno della contraddizione che esprime.
— EYES WIDE SHUT - wikipedia
Paesaggio 65

The multiverse (or meta-universe, metaverse) is the hypothetical set of multiple possible universes (including the historical universe we consistently experience) that together comprise everything that exists and can exist: the entirety of space, time, matter, and energy as well as the physical laws and constants that describe them. The term was coined in 1895 by the American philosopher and psychologist William James. The various universes within the multiverse are sometimes called parallel universes.

general slocum disaster

Quando la General Slocum si spiaggiò sulla North Brother Island appena oltre la riva del Bronx, si stima che fossero ormai morte 1.021 persone e solo 321 erano i superstiti. Solo due dei membri dell’equipaggio persero la vita. Il capitano perse la vista da un occhio a causa del fuoco. Le cronache dicono che Van Schaick abbandonò la Slocum non appena giunta a terra, saltando su un rimorchiatore vicino insieme a molti membri dell’equipaggio. Alcuni dissero che la sua uniforme era appena gualcita, ma secondo altri invece era gravemente ferito. Venne ricoverato al Bronx-Lebanon Hospital Center.

via

La bandiera dei tehuelche

Oggi si contano 4.300 Tehuelche nelle riserve e 1.637 fuori dalle riserve.

“A L G I E”

Il maiale gonfiabile originale fu progettato da Roger Waterse costruito nel dicembre del 1976, durante il lavoro di preparazione per la sessione fotografica che avrebbe portato alla realizzazione della copertina di Animals[1].

Waters voleva un pallone gonfiato a eliolungo tredici metri, che sarebbe stato fatto alzare in volo tra i due camini della centrale elettrica di Battersea, un vecchio complesso industriale[1]. Durante il primo giorno di lavorazione, le condizioni meteorologiche non consentirono di effettuare il volo. Il giorno successivo si tentò ancora ma un forte colpo di vento causò la rottura delle corde di ancoraggio. Il tiratore scelto (visibile nelle foto del libretto del CD scattate il primo giorno) incaricato di sparare al maiale in caso di “fuga” non era stato ingaggiato per il secondo giorno quindi non fu possibile abbattere il maiale che volò via andando persino ad intralciare il corridoio di volo per l’aeroporto di Heathrow[1].

Il giorno successivo il cielo si era schiarito, ma le foto del giorno precedente, a causa delle avverse condizioni atmosferiche risultavano molto più “interessanti”. Vennero quindi usate le fotografie del primo giorno, e il pallone-maiale fu aggiunto ritoccando la foto.

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Paesaggio 62

Un engramma è un ipotetico elemento neurobiologico che consentirebbe alla memoria di ricordare fatti e sensazioni immagazzinandoli come variazioni biofisiche o biochimiche nel tessuto del cervello.

Il termine engramma risale al biologo tedesco Richard Semon, che nel 1904 usò il termine nel suo libro Die mneme per riferirsi alla rappresentazione neurale di una memoria. L’engramma era per l’autore un cambiamento permanente nel sistema nervoso, la traccia mnestica che conserva gli effetti dell’esperienza nel tempo.

Il termine è stato ripreso in una pubblicazione del 1950 del neuroscienziato Karl Lashey, In search of the engram, che lo identificava con un cambiamento transitorio o permanente nel cervelloderivante dalla codifica di una esperienza.

Secondo la teoria, uno stesso evento, fatto di immagini, suoni, azioni, parole, emozioni, verrebbe codificato in diverse aree del cervello, collegate tra di loro da collegamenti sinaptici, e collegate con altre informazioni che danno senso compiuto all’esperienza fatta. Questa rete di connessioni neurali che codificano la stessa esperienza, costituisce l’engramma.

Vi sono alcune teorie scientifiche che[senza fonte] hanno ripreso concetti simili a quello dell’engramma per spiegare la persistenza della memoria nel cervello. Il concetto di engramma, però, pur venendo ammesso in neuroscienza come un’entità astratta non è chiaramente definito, né sono definiti i suoi meccanismi basilari.

Paesaggio 61

Con l’espressione teoria delle finestre rotte si indica quella particolare forma di gestione del territorio secondo cui non vengono tollerate le piccole trasgressioni che, se trascurate (e non corrette e/o sanzionate subito), potrebbero generare fenomeni di emulazione.

La teoria proviene dall’esempio - appunto - della finestra rotta: se in un quartiere un teppista spacca una finestra, e nessuno la aggiusta, è molto probabile che ben presto qualcun altro faccia lo stesso se non peggio, dando così inizio ad una spirale distruttiva.

Ovviamente la teoria se applicata “al contrario” si associa al concetto del “dare il buon esempio”. Le persone tendono ad adeguarsi, avvicinarsi, preferire situazioni, persone o luoghi a loro stessi affini e se impossibilitati a scegliere tendono a cambiare per uniformarsi. Per cui creare un ambiente di un certo tipo: con finestre rotte, per esempio, porta la comunità attigua a distruggere, un ambiente invece ben curato porta la comunità (anche quella non naturalmente “curata”) a curare l’ambiente che la circonda. Estendendo il concetto ai comportamenti: una persona aggressiva porterà i “vicini” ad essere aggressivi, una costruttiva stimolerà gli altri ad esserlo altrettanto e così via. Ecco perché ha avuto estremo successo l’applicazione di questa teoria da parte di Rudolph Giuliani a New York negli anni ‘90.

Hellweg

In the Middle Ages the Hellweg was an ancient east-west route through Germany, the main corridor from the Rhine east to the mountains of theTeutoburger Wald, reaching from Duisburg, at the confluence of the Rhine and Ruhr rivers, to Paderborn, with the slopes of the Sauerland to its south. 

In the tenth and eleventh centuries the Hellweg was the preferred route of the Ottonian and Salian kings and emperors travelling at least yearly between Saxony and Aachen, when they were not in Italy or on campaign.

From the Early Modern period, with the rise of the coal and steel industries, medieval towns founded along the trading route evolved into industrial hubs and absorbed most of the population growth of the region.

The Hellweg, as an essential corridor that operated in overland transit of long-distance trade, was used by Charlemagne in his Saxon wars and later was maintained under Imperial supervision. Its breadth was decreed as an unimpeded passageway a lance’s width, about three metres, which the landholders through which the Hellweg passed were required to maintain. Its name, connoting the wide “bright” clearway through the forest, derives from Low German helwech with this same significance.

Another etymology for Hellweg is from Salzweg, the “Salt road”, on the ancient roots hál-s (Greek), and hal (Celtic), “salt”.

Yet another meaning connotes a “Way of the Dead”. In Grimm’s WorterbuchHelvegr is the route to Hel, the Underworld.



 

Lord Walter Rothschild

Walter Rothschild era il primogenito ed erede di Lord Nathan Rothschild, primo barone ebreo d’Inghilterra[1]. All’età di sette anni, dichiarò che voleva costruire un museo zoologico tutto suo. Fin da bambino, collezionò insettifarfalle e vari animali[1]. Tra gli animali domestici della casa di famiglia a Tring Park c’erano canguri ed uccelli esotici[1]. A 21 anni, iniziò con riluttanza a lavorare nella banca di famiglia. Per ricompensarlo i genitori fondarono un museo zoologico.

Fu il primo a descrivere una strana sottospecie di giraffa con cinque corna invece di due che ancora oggi porta il suo nome (Giraffa camelopardalis rothschildi).

Paesaggio 56

Cave of Forgotten Dreams è un documentario realizzato nel 2010 dal regista Werner Herzog. Il film riguarda la Grotta Chauvet, in Francia, famosa per i suoi dipinti preistorici, ed è stato girato in 3D.

Il film è stato presentato nel settembre 2010 al Toronto International Film Festival.

Paesaggio 53

Il libro è diviso in 15 capitoli, che però possono essere tranquillamente considerati come testi a sé stanti. Non vi è infatti una trama lineare che colleghi le quindici parti del libro. Bisogna inoltre tener presente che diversi capitoli erano usciti indipendentemente come racconti su riviste inglesi e americane precedentemente alla pubblicazione della Mostra delle atrocità. Alcuni personaggi, come Karen Novotny o il dottor Nathan ricorrono in più capitoli, ma non in tutti. Altri, come il paziente dell’ospedale psichiatrico in cui sono ambientati diversi capitoli del libro, cambiano continuamente (come Travis, Trabert, Talbot, ecc. anche se secondo alcuni critici, quali Luckhurst, i personaggi di internati i cui nomi cominciano per T dovrebbero essere considerati come diverse personalità dello stesso individuo). Queste considerazioni spingono a ritenere la Mostra delle atrocità più una raccolta di racconti (anche se fortemente interconnessi) che un vero e proprio romanzo (per quanto destrutturato e sperimentale).

Un elemento di continuità dei racconti è il luogo in cui sono prevalentemente ambientati: una clinica psichiatrica nella quale è stata organizzata dai medici, come ogni anno, una mostra di opere realizzate dai pazienti, alla quale però gli internati non sono ammessi. Verosimilmente è questa la mostra delle atrocità di cui parla il titolo. Buona parte dei racconti consistono in descrizioni e interpretazioni delle opere esposte, ma anche nelle meditazioni del dottor Nathan sugli strani e morbosi rapporti che si sono instaurati tra pazienti e psichiatri.

Le storie sono deliberatamente disorientanti, spezzate in frammenti, quasi nello stile di William Burroughs (anche se non arrivando al suo livello di destrutturazione); del resto Ballard è sempre stato un grande estimatore del romanziere americano. Ciascun capitolo è a sua volta suddiviso in sezioni, lunghe un paragrafo a testa, e provviste di un titolo, scritte in modo da renderli minuscoli racconti autonomi: “romanzi condensati”, come li ha definiti lo stesso Ballard. Non si può dire che ci sia un inizio e un epilogo ben definito della Mostra delle atrocità, né che vengano rispettate le regole convenzionali del romanzo o del racconto che pure Ballard ha osservato in gran parte della produzione precedente e di quella successiva. Non solo ilprotagonista (se lo è) cambia nome e identità in ogni capitolo (Talbert, Traven, Travis, Talbot, etc, etc…), ma il suo ruolo, la sua visione del mondo e anche la sua storia personale precedente all’internamento sembrano cambiare costantemente.

[ t r a m a ]

Paesaggio 52

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