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Margaret Mead

La ricerca più celebre ed importante di M.Mead fu L’adolescente in una società primitiva, frutto di una ricerca nelle isole Samoa, nella quale sosteneva che le difficoltà personali incontrate dalle adolescenti occidentali (americane in particolare), non sono universali e necessarie, ma contingenti e generate prevalentemente dalle costrizioni e dalle imposizioni che gli elementi più tradizionalisti e moralistici della cultura americana impongono. Le adolescenti samoane, al contrario, sarebbero lasciate libere di giungere alla maturità fisica, identitaria, sessuale, sociale, senza condizionamenti eccessivi, e non soffrirebbero delle crisi e delle difficoltà incontrate dalle occidentali.

Queste tesi ebbero grandissima risonanza negli Stati Uniti, e furono duramente contestate da parte dell’opinione pubblica. Le critiche spesso attaccarono più nel metodo che nel merito lo studio della Mead, peraltro probabilmente a ragione riguardo ad un approccio metodologico che potrebbe aver reso un quadro non troppo attendibile. D’altra parte Mead rimase fino agli anni sessanta un personaggio pubblico notissimo e fervente paladina dei valori progressisti, anti-autoritari e anti-discriminatori.

Paesaggio 66 / Lepenski Vir

Lepenski Vir (in serbo cirillico, Лепенски Вир) è un importante sito archeologico del mesolitico ubicato nella Serbia orientale, al centro della penisola balcanica. Consiste di un insediamento di notevoli dimensioni circondato da dieci villaggi satelliti. I reperti fanno ipotizzare una presenza umana a partire dal 7000 a.C., che raggiunse il massimo sviluppo tra il 5300 a.C. e il 4800 a.C. Dalle testimonianze architettoniche, appare evidente che la civiltà di Lepenski Vir fosse caratterizzata da una ricca vita sociale e religiosa e da un elevato livello culturale.

Tommy Udo

Gangster dall’animo estremamente crudele e dall’indole fortemente vendicativa, il personaggio si caratterizza nel film per la risata acuta e diabolica, che risuona frequentemente durante i suoi discorsi e che accompagna i suoi gesti efferati (nella versione italiana Richard Widmark è magistralmente doppiato da Paolo Stoppa). Sinistramente celebre è rimasta la scena in cui Udo lega una donna disabile alla sua sedia a rotelle, e la uccide scaraventandola giù per le scale, facendo seguire il gesto dalla sua tipica e inquietante risata.

Paesaggio 65

The multiverse (or meta-universe, metaverse) is the hypothetical set of multiple possible universes (including the historical universe we consistently experience) that together comprise everything that exists and can exist: the entirety of space, time, matter, and energy as well as the physical laws and constants that describe them. The term was coined in 1895 by the American philosopher and psychologist William James. The various universes within the multiverse are sometimes called parallel universes.

general slocum disaster

Quando la General Slocum si spiaggiò sulla North Brother Island appena oltre la riva del Bronx, si stima che fossero ormai morte 1.021 persone e solo 321 erano i superstiti. Solo due dei membri dell’equipaggio persero la vita. Il capitano perse la vista da un occhio a causa del fuoco. Le cronache dicono che Van Schaick abbandonò la Slocum non appena giunta a terra, saltando su un rimorchiatore vicino insieme a molti membri dell’equipaggio. Alcuni dissero che la sua uniforme era appena gualcita, ma secondo altri invece era gravemente ferito. Venne ricoverato al Bronx-Lebanon Hospital Center.

via

La bandiera dei tehuelche

Oggi si contano 4.300 Tehuelche nelle riserve e 1.637 fuori dalle riserve.

Paesaggio 62

Un engramma è un ipotetico elemento neurobiologico che consentirebbe alla memoria di ricordare fatti e sensazioni immagazzinandoli come variazioni biofisiche o biochimiche nel tessuto del cervello.

Il termine engramma risale al biologo tedesco Richard Semon, che nel 1904 usò il termine nel suo libro Die mneme per riferirsi alla rappresentazione neurale di una memoria. L’engramma era per l’autore un cambiamento permanente nel sistema nervoso, la traccia mnestica che conserva gli effetti dell’esperienza nel tempo.

Il termine è stato ripreso in una pubblicazione del 1950 del neuroscienziato Karl Lashey, In search of the engram, che lo identificava con un cambiamento transitorio o permanente nel cervelloderivante dalla codifica di una esperienza.

Secondo la teoria, uno stesso evento, fatto di immagini, suoni, azioni, parole, emozioni, verrebbe codificato in diverse aree del cervello, collegate tra di loro da collegamenti sinaptici, e collegate con altre informazioni che danno senso compiuto all’esperienza fatta. Questa rete di connessioni neurali che codificano la stessa esperienza, costituisce l’engramma.

Vi sono alcune teorie scientifiche che[senza fonte] hanno ripreso concetti simili a quello dell’engramma per spiegare la persistenza della memoria nel cervello. Il concetto di engramma, però, pur venendo ammesso in neuroscienza come un’entità astratta non è chiaramente definito, né sono definiti i suoi meccanismi basilari.

Paesaggio 61

Con l’espressione teoria delle finestre rotte si indica quella particolare forma di gestione del territorio secondo cui non vengono tollerate le piccole trasgressioni che, se trascurate (e non corrette e/o sanzionate subito), potrebbero generare fenomeni di emulazione.

La teoria proviene dall’esempio - appunto - della finestra rotta: se in un quartiere un teppista spacca una finestra, e nessuno la aggiusta, è molto probabile che ben presto qualcun altro faccia lo stesso se non peggio, dando così inizio ad una spirale distruttiva.

Ovviamente la teoria se applicata “al contrario” si associa al concetto del “dare il buon esempio”. Le persone tendono ad adeguarsi, avvicinarsi, preferire situazioni, persone o luoghi a loro stessi affini e se impossibilitati a scegliere tendono a cambiare per uniformarsi. Per cui creare un ambiente di un certo tipo: con finestre rotte, per esempio, porta la comunità attigua a distruggere, un ambiente invece ben curato porta la comunità (anche quella non naturalmente “curata”) a curare l’ambiente che la circonda. Estendendo il concetto ai comportamenti: una persona aggressiva porterà i “vicini” ad essere aggressivi, una costruttiva stimolerà gli altri ad esserlo altrettanto e così via. Ecco perché ha avuto estremo successo l’applicazione di questa teoria da parte di Rudolph Giuliani a New York negli anni ‘90.

Hellweg

In the Middle Ages the Hellweg was an ancient east-west route through Germany, the main corridor from the Rhine east to the mountains of theTeutoburger Wald, reaching from Duisburg, at the confluence of the Rhine and Ruhr rivers, to Paderborn, with the slopes of the Sauerland to its south. 

In the tenth and eleventh centuries the Hellweg was the preferred route of the Ottonian and Salian kings and emperors travelling at least yearly between Saxony and Aachen, when they were not in Italy or on campaign.

From the Early Modern period, with the rise of the coal and steel industries, medieval towns founded along the trading route evolved into industrial hubs and absorbed most of the population growth of the region.

The Hellweg, as an essential corridor that operated in overland transit of long-distance trade, was used by Charlemagne in his Saxon wars and later was maintained under Imperial supervision. Its breadth was decreed as an unimpeded passageway a lance’s width, about three metres, which the landholders through which the Hellweg passed were required to maintain. Its name, connoting the wide “bright” clearway through the forest, derives from Low German helwech with this same significance.

Another etymology for Hellweg is from Salzweg, the “Salt road”, on the ancient roots hál-s (Greek), and hal (Celtic), “salt”.

Yet another meaning connotes a “Way of the Dead”. In Grimm’s WorterbuchHelvegr is the route to Hel, the Underworld.



 

Paesaggio 53

Il libro è diviso in 15 capitoli, che però possono essere tranquillamente considerati come testi a sé stanti. Non vi è infatti una trama lineare che colleghi le quindici parti del libro. Bisogna inoltre tener presente che diversi capitoli erano usciti indipendentemente come racconti su riviste inglesi e americane precedentemente alla pubblicazione della Mostra delle atrocità. Alcuni personaggi, come Karen Novotny o il dottor Nathan ricorrono in più capitoli, ma non in tutti. Altri, come il paziente dell’ospedale psichiatrico in cui sono ambientati diversi capitoli del libro, cambiano continuamente (come Travis, Trabert, Talbot, ecc. anche se secondo alcuni critici, quali Luckhurst, i personaggi di internati i cui nomi cominciano per T dovrebbero essere considerati come diverse personalità dello stesso individuo). Queste considerazioni spingono a ritenere la Mostra delle atrocità più una raccolta di racconti (anche se fortemente interconnessi) che un vero e proprio romanzo (per quanto destrutturato e sperimentale).

Un elemento di continuità dei racconti è il luogo in cui sono prevalentemente ambientati: una clinica psichiatrica nella quale è stata organizzata dai medici, come ogni anno, una mostra di opere realizzate dai pazienti, alla quale però gli internati non sono ammessi. Verosimilmente è questa la mostra delle atrocità di cui parla il titolo. Buona parte dei racconti consistono in descrizioni e interpretazioni delle opere esposte, ma anche nelle meditazioni del dottor Nathan sugli strani e morbosi rapporti che si sono instaurati tra pazienti e psichiatri.

Le storie sono deliberatamente disorientanti, spezzate in frammenti, quasi nello stile di William Burroughs (anche se non arrivando al suo livello di destrutturazione); del resto Ballard è sempre stato un grande estimatore del romanziere americano. Ciascun capitolo è a sua volta suddiviso in sezioni, lunghe un paragrafo a testa, e provviste di un titolo, scritte in modo da renderli minuscoli racconti autonomi: “romanzi condensati”, come li ha definiti lo stesso Ballard. Non si può dire che ci sia un inizio e un epilogo ben definito della Mostra delle atrocità, né che vengano rispettate le regole convenzionali del romanzo o del racconto che pure Ballard ha osservato in gran parte della produzione precedente e di quella successiva. Non solo ilprotagonista (se lo è) cambia nome e identità in ogni capitolo (Talbert, Traven, Travis, Talbot, etc, etc…), ma il suo ruolo, la sua visione del mondo e anche la sua storia personale precedente all’internamento sembrano cambiare costantemente.

[ t r a m a ]

Paesaggio 52

Paesaggio 51

Constant Nieuwenhuys, olandese, architetto e pittore, è ormai riconosciuto come uno dei protagonisti indiscussi della stagione utopica dell’architettura del dopoguerra. E’ l’inventore di New Babylon, modello di città in divenire, adatto ad una popolazione nomadica sempre disposta al cambiamento, senza legami con vecchi modelli sociali che si rifanno alle “ormai obsolete ideologie della proprietà privata e della sedentarietà”. Gli accampamenti dei nomadi e i parchi gioco sono i suoi modelli ideali. Il tentativo operato dall’architetto olandese è quello di riportare l’architettura e l’urbanistica nelle mani dei suoi proprietari, gli abitanti, che saranno così liberi di scegliere e modificare in qualsiasi momento, in base ai loro bisogni e desideri, il proprio habitat.
La sua New Babylon è immaginata temporanea, mutevole, ipertecnologica, ludica, nomadica la creazione delle situazioni è spontanea e naturale, il desiderio ed il suo soddisfacimento la fanno da padroni (e ne sono lo scopo).
Constant, inizia ad ideare una città per una nuova era dell’umanità, in cui tutto il tempo libero, unito ad una visione della vita assolutamente nomadica, senza occupazione fissa del suolo, senza appropriazione fissa dei mezzi di produzione, deve essere utilizzato solamente per creare quegli oggetti e quegli strumenti in grado di sostenere la libertà creativa del nuovo homo ludens.
La prima immagine di New Babylon esce nel 1957 sulla nuova edizione situazionista di «Potlacth» (rivista dell’Internazionale lettrista).
La città appare, ad un osservatore che la percorre, come sospesa sulla propria testa, non vi trova né strade, né marciapiedi, non essendoci una vera e propria città, ma uno spazio senza confini o, comunque, dai confini instabili, sempre mutevoli in base ai desideri alle esigenze che si manifestano.
Se si cerca di trovare dei punti di riferimento che possano chiarire una sua comprensione, in base ai canoni classici di città comuni a tutti, è tempo sprecato, non si troverà un centro urbano, dove sono collocate tutte le attività terziarie, o governative che siano, non si troveranno delle enormi periferie con caserme-dormitorio, né enormi strade per un continuo andirivieni casa-lavoro, lavoro-casa, per il semplice fatto che nella società di New Babylon non c’è lavoro, è stato eliminato, tutta la produzione è stata automatizzata. L’intera città è creata solamente per il soddisfacimento dei veri bisogni dell’uomo, quelli che la società del benessere capitalista borghese tende a nascondere. New Babylon è la città per una società del desiderio dove l’uomo dedica tutta la giornata alle attività creative.
Non si troveranno cartelli stradali che ci indicano direzioni, non essendoci direzioni da percorrere, ma una semplice erranza da attuare in una esplorazione continua di tutto lo spazio creato, presente e futuro; gli uomini vi si dedicheranno attraverso la psicogeografia, che aiuterà a capire, e analizzare lo spazio.

Nel 2 a.C. il circo venne tramutato in un’immensa vasca utilizzata per contenere 36 coccodrilli, uccisi durante i festeggiamenti per l’inaugurazione del foro di Augusto.

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